Tom Ford
Incanta e narra

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Eleganza, lusso, provocazione e sensualità. Tom Ford, contemporaneo aedo della musa Erato, sembra cercare nella moda, così mutevole e scostante, un guizzo d’eternità e nell’eternità dei film il gusto della moda. I capi delle sue collezioni sono estremamente “nel” tempo ma sfoggiano linee e lussi inviolabili, i suoi film sono atmosfere perfette da consegnare ai posteri. La sua moda e il suo cinema sono l’espressione di una visione estetica personalissima e al contempo riconoscibile e riconosciuta.

Cerca il bello, confeziona e racconta nuovi mondi possibili sulle passerelle e dinanzi la macchina da presa. E la forma di questa narrazione è sostanzialmente rilevante. Uno scrittore cerca la parola, lui cerca l’immagine. Lo stilista nato ad Austin, in Texas, e cresciuto a Santa Fe, in Messico, e poi a New York, tra la discoteca Studio 54 e La Factory, dove conobbe Andy Warhol, per la seconda volta si misura con un lungometraggio cinematografico, “Animali notturni”,  curandone sceneggiatura, regia e produzione, confermando che l’opera prima del 2009 non era il capriccio di una star, ma un nuovo linguaggio da frequentare. Un diffuso scetticismo circondava il debutto della sua opera prima, ma “A single man” nel 2009, pur dividendo pubblico e critica, piacque ai più e fu premiato. Patinato, forse troppo, ma non poteva che essere così. Moda e cinema, sfilate e set, stilista e regista due professioni apparentemente lontane si incontrano nell’universo immaginifico di Tom Ford. Lui che ha sempre gestito le sfilate come fossero dei film, curandone l’ambientazione, il mood e il montaggio della storia. C’è una visione da comunicare e la comunicazione ha una sua forma precisa. Cambia il mezzo, ma restano uguali l’intuizione, la poetica e la concezione. In questa chiave, la direzione di un film non è poi un affare così “strano” se si tratta di Ford. I guadagni della moda pagano le sue pellicole, l’effimero diviene eterno. E se nella moda si può ancora parlare di stilisti rivoluzionari, lui entra a pieno titolo tra i pochi rintracciabili nel nuovo millennio anche per questo: perché rischia e osa. Lui è il genio che sta dietro la rinascita di Gucci alla fine degli anni ’90, è l’instancabile provocatore, è colui che crede nella moda come forma estetica reale. Ed è nel segno del suo personale e lungimirante senso estetico che si rinnova la sua incursione nel cinema. Già impegnato nella scelta dei costumi nei film della saga 007, il più narcisista degli agenti segreti, “Quantum of Solace” di Marc Forster (2008), “Skyfall” (2012) e “Spectre” (2015) di Sam Mendes, Ford si cimenta con la sua seconda opera. Tutto è curatissimo, ma la perfezione è la lingua di un oltre e di un altrove, della miseria e della purezza, del calore del sangue e dell’algore di un sguardo, negli abiti come nelle scene. “Animali notturni” è un storia per immagini che tocca il profondo Texas e New York, donne elegantissime e scheletri che tormentano. Stilista,regista, produttore. Molti i rimandi, ma nessuna confusione. Al centro c’è un uomo che ha qualcosa da dire e che sa come ispirare i suoi clienti o i suoi spettatori, o quantomeno ci prova sempre con estrema serietà. C’è una verità dietro quelle immagini.

M. M.

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