Confortevole morbidezza, ritrovata giovinezza

 

Crollata l’equazione che negli anni ’80 legava la pelliccia alle “signorotte” in cerca di conferme, il capo al centro delle battaglie animaliste negli anni ’90 vive una nuova, vigorosa giovinezza e riscopre il più essenziale degli scopi: riscaldare l’inverno. Calore e colori che danno tridimensionalità al grigiore della stagione.

Morbida, avvolgente e preferibilmente “eco” si allontana dallo “status” di cui rappresentava un simbolo, diviene accessibile (e spesso sostenibile  per l’ambiente) e spassosamente capricciosa. Dal verde smeraldo al blu profondo, dal rosa confetto al miele, passando per il nero. Il mix di nuance prorompe nel patchwork, in modernisti collage e geometrie da cubo di rubik, gioioso controcanto dell’animalier, che resta, comunque, sulle cresta dell’onda, felice appannaggio della seduzione più voluttuosa. E tra sfumature intense e brillanti, applicazioni fumettistiche o grafiche, scritte urban, spille e strass il messaggio è chiaro: la pelliccia è una stravaganza ordinaria, un’allegoria pop. È versatile ed è per tutti.    Sfila sulle spalle delle donne  giovani come mature,   tra le sale dei teatri e per le  strade, in    ufficio o al più patinato dei party. Perfetta da indossare con jeans e maxi pull, con gonne a pieghe e scarpe da tennis. Il tocco sportivo sdrammatizza       l’outfit nell’insieme, lo rende fresco, dinamico e lo consegna  alla contemporaneità. E mentre le tonalità più vibranti nelle pellicce “vere” seppelliscono la sensibilità per il mondo animale, in quelle “eco” esaltano una nota pop marcatamente urbana e canzonatoria.

La pelliccia è a portata di  tutti  e trova nell’ironia dissacrante una rinvigorente jeunesse. Nuance caramello, strisce e pois  danno a uno dei capi iconici  di Simonetta Ravizza una ammaliante rilassatezza, un comfort moderno e un lusso pronto a lasciare i circoli elitari.  Ludiche, ipercolorate, le pellicce sono  un inno alla fantasia più giocosa nella visione di Marco De Vincenzo: strizzano l’occhio al maculato per poi virare verso pattern astratti, oppure osano ricoprendosi di fili di lurex luminescenti, dando materia a un’immaginazione audace e intrisa d’arte. Giallo, e poi stelle, cuori e lune che si stagliano vivaci su un visone marrone da Gucci, qui  la pelliccia è l’intoccabile che il genio imbratta, rendendo il profano  una nuova religione mentre il sacro stringe  un  patto con l’umorismo. Irresistibile il bomber Trouble Andrew dipinto a mano con colletto in pelliccia celeste! Un’ispirazione graffitista  temperata con il bon ton e consacrata sull’altare del lusso.  Di ben altro sapore   i capi creati da Vivetta, la pelliccia (in copertina), in linea con la  collezione, dà voce all’onirico. Un sogno fiabesco e sussurrato, un morbido capo color  baby blue arricchito sul petto  da  pietre colorate, quelle che  da bambine facevano sentire come le principesse di una fiaba. E se da  Fendi la praticità intercetta il desiderio di privilegio con   la pelliccia che diventa “Travel”, Alice + Olivia propone eco-pellicce divertenti e colorate   in cui  lo spirito ludico diviene  la nuova formula dello chic.

Photo courtesy shrimps.co.uk

Motivi che giocano con l’arte moderna anche per gli eco peluche  firmati Shrimps – marchio di moda inglese  fondato da Hannah Weiland nel 2013 –  accoglienti, ma non ingombranti, scanzonati e imperdonabilmente sexy.

 

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