I sogni sono Desideri, l’universo fiabesco di Dolce e Gabbana

Photo courtesy www.dolcegabbana.it

Origine e destinazione, approdo e ritorno. In viaggio verso mondi lontani, onirici, storici e fiabeschi. Richiami urbani si mescolano a suggestioni surreali e rispolverano souvenir di un passato che ha le fattezze del mito. Non è semplice voglia di evasione, è voglia di cambiamento, di vivere nuove vite possibili, adesso, nell’oggi.

Il tema del viaggio, così significativo nella nostra epoca, percorre prepotentemente la moda a più livelli, la attraversa nei modi più disparati, talvolta insensati. Quello verso una Sicilia leggendaria e satura di colore, tragica e sensuale, poetica e ruvida, festosa, brulicante di vita, profumi, ricami, carretti e maioliche è al centro dell’estetica di Dolce e Gabbana. Una destinazione sempre uguale e sempre diversa, perché ogni nuova visita provoca un mutamento di forma e sentimento. Un territorio reale che diventa immaginifico e che in questa stagione convive da Dolce e Gabbana con la trasformazione opposta, dalla favola al contingente. Allo sguardo rivolto verso il Sud fa da onirico contrappunto, quest’anno, la simbologia di antiche e infantili novelle, la cui eco risuona nelle strade del presente.

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La fiaba è un tema chiave della collezione. Gatti e corone, l’orologio da tasca del Bianconiglio, topolinifiori e scrigni, la scarpetta di cristallo di Cenerentola tra fiocchi e orsacchiotti. Motivi fiabeschi percorrono questo inverno la collezione donna del Marchio, sono ricami scintillanti e briosi su maxi pull in lana, cappotti, vestiti a trapezio in morbidi tessuti bouclé. Benvenuti a “Wonderland”. Le borse sembrano antichi volumi rilegati in pelle, preziosi scrigni o quadri in cui campeggia il Castello incantato. Principesse divenute donne si concedono il lusso di compiacere l’immortale lato infantile. La bambina di ieri che non smette di giocare nella donna di oggi, sognare e sperare, forse, di poter crogiolarsi ancora un po’ tra bambole e tiare. Un abito nero e stravagante, in crepe misto lana, impreziosito da un ricamo a forma di specchio che, fra cristalli scintillanti, fili dorati e perline chiede «Who is the most Beautiful?» («Chi è la più bella?»). È un percorso verso la meraviglia, verso un altrove lontano,  personale e accattivante, è un’immersione nello spirito del gioco, forse in cerca di un’innocenza perduta.

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Il tema esplorato dai due stilisti in questa stagione tocca l’apice nelle vetrine dei negozi milanesi della Casa allestite per Natale. Dalla fiaba alla novella cristiana della Natività, che si svolge fra le vie del Quadrilatero, con l’esposizione del presepe di Caltagirone e quello napoletano. Qui le scene di vita della Betlemme dell’anno zero si intrecciano con la storia dell’artigianato,  oltre ai personaggi ci sono le forme di gesso e gli attrezzi che servono a forgiarli, posti lì in mostra fra vecchi fogli di giornale, su tavole di legno grezze. Strumenti e tecniche che rivelate sono il segno di una tradizione antica, che prega la Memoria di tenerla viva.

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