Primavera… a righe o a quadretti?

 

Righe colorate che raccontano leggende di Paesi sudamericani, ma anche il desiderio di vivacità che investiva la moda degli anni ’50  o semplicemente fresche atmosfere marinière. Da Missoni, che ne ha fatto una nota distintiva, all’alta moda di Dior alla fine degli anni ’60, passando per  Sonia Rykiel e fino a Jean Paul Gaultier, al quale si deve il magnifico incontro con i pois, le righe nella moda non hanno mai smesso di dire la loro e questa primavera estate 2017 ritornano prepotentemente sulle passerelle,  guardano alle camicie boyfriend, rinnovandosi, contaminandosi. Righe sì, ma  riviste e spesso destrutturate.

Linee che rinascono nel più classico dei contrasti, l’eterno black and white, o che si incrociano con fantasie multicolor, nastri, stampe, scritte, balze e ruches. Righe che rimarcano la voglia di catturare le fantasie dei tessuti maschili reinterpretandole, che guardano a certe carte da parati confondendosi con esse, con destrezza e imprevedibilità. Strisce di colore ora spesse ora appena distinguibili una giostra di linee che crea un’inedita dinamica su maxi camicie e gonne, short e abiti.

Nel segno del mimetismo, idea chiave dell’intera collezione, Twinsflorence propone trench, gonne e pantaloni palazzo in cui le righe si sfilano in frange, dando l’idea di un’evoluzione costante, di un processo di imitazione che diviene la forma tangibile del saper trarre il meglio dall’imitazione.

 

Il concetto di riga evolve sui capi in maglia della collezione Missoni creando effetti inediti, fuori da ogni schema. Texture rasate, traforate, in rilievo, consistenze variegate, ora corpose ora volatili, incontrano blocchi di colore in brillante contrapposizione. Missoni non si smentisce e non smette di guardare al futuro senza perdere di vista la propria cifra distintiva.

Nel segno de casual chic, sulla passerella di Ports 1961, colori vivaci e materiali pregiati coordinano la trasformazione della camicia a righe che,  destrutturata, rinasce in declinazioni inedite e  diviene il capo chiave di una collezione che pur esaltando il lato mannish non rinuncia a un certa leziosità: forme over e maniche cascanti, abiti maxi e mini, tailleur, shorts e pantaloni sono camicie maschili smontate e rimontate per entrare nel guardaroba femminile. Sugli abiti in maglina, poi, linee di colore definiscono le forme di una seduzione sottile e mai banale, sussurrata e capricciosa.

 

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