La bellezza ferita

Catturare lo sguardo, offrendogli la vista di una casa conosciuta, oggetti, abiti, tende che sanno di quotidiano e hanno il profumo di scene vissute. Poi, gesti ordinari, il pranzo con la televisione che parla in sottofondo, il silenzio lasciato da una domanda che ha rinunciato ad aspettare una risposta, il pianoforte. Il cuore è stato afferrato. Inquadratura dopo inquadratura la narrazione penetra dagli occhi e arriva giù, nel profondo delle viscere, le scuote, lasciando il fiato in sospeso. Il cuore afferrato viene poeticamente portato sul ciglio di un baratro oltre cui si stende un deserto d’angoscia. La disperazione, la carne e i vermi. È una lirica del dolore.

Continue reading “La bellezza ferita”

“Animali notturni”
Il sottile gioco dell’ambiguità

“Animali notturni”. Quelli che la notte hanno gli occhi spalancati, perché i residui diurni, le paure e le colpe pesano come macigni sulla mente, non cedendo il passo all’onirico.

Continue reading ““Animali notturni”
Il sottile gioco dell’ambiguità”